sabato 9 giugno 2012

Euro: il più grande affare della Germania

Quando si parla di crisi dell'Eurozona, l'opinione più diffusa (sui media) è che essa sia dovuta solo e soltanto alla sciatteria e dissennatezza economica degli Stati periferici, i celebrerrimi Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna).
Secondo la vulgata mediatica, in questa situazione chi è chiamato a tappare le falle e tenere a galla il barcone europeo è la laboriosa e virtuosa Germania. 
Il governo di Berlino, si dice, è costretto a sostenere il peso di una crisi che non ha minimamente contribuito a generare; di cui, peraltro, è semmai vittima, visti gli sforzi che è costretta a sostenere per tutti.


Chiunque in questi mesi abbia sostenuto tesi diverse, e tendenti a considerare la Germania parte attiva del problema, è stato messo all'indice; il modello tedesco non può essere messo in discussione, "perchè rappresenta lo standard dell'eccellenza europea". 

martedì 5 giugno 2012

Uscita dall'Euro: la fine di un tabù



Il fascino della storia, come quello del mare, risiede in ciò che cancella: l'onda che sopraggiunge fa sparire dalla sabbia la traccia della precedente.
(Gustave Flaubert)


Se qualche anno fa ti azzardavi a dire cose del tipo: "L'Euro è una prigionia dorata"; "La Germania pensa solo ai propri interessi"; "C'è bisogno di riappropriarsi della sovranità politica ed economica"; "Meglio uscire dall'Euro"...


venivi definito nell'ordine (ma possono anche essere mischiati):
  • un ignorante
  • un complottista
  • un fascistoide
  • un folle
E di conseguenza non si iniziava nemmeno la discussione, perchè quelle affermazioni erano considerate una via di mezzo tra la stupidità da demenza senile e la blasfemia laica più truce.


Oggi non ti prendono per matto; al massimo sei un pò fascistello o vetero comunista; pensa, non sei neanche un complottista...No, più semplicemente "non capisci un ca...o".

domenica 3 giugno 2012

Terremoto in Emilia e pozzi petroliferi: relazioni?


Perchè un'area scarsamente sismica improvvisamente diventa un'enorme "pedana vibrante"? Come è possibile che in una Nazione a forte rischio sismico, con un'esperienza di terremoti devastanti come la nostra, un'area come la pianura Padana possa "sfuggire" alle mappe di rischio? Può la struttura geologica di quell'area mutare il suo indice di pericolosità così rapidamente?


Sono domande che un pò tutti ci facciamo, e che offrono lo spunto per cercare di approfondire un tema piuttosto oscuro e poco indagato (anzi, per niente) dai media mainstream: la relazione tra gli scavi nel sottosuolo per la ricerca di combustibili fossili ed i terremoti.


Maria Rita D'Orsogna col suo blog offre degli interessantissimi dati, informazioni e spunti di riflessione su questo controverso tema.

L'Italia è fragile - tutta - da nord a sud, e faremmo molto meglio a proteggere questo paese evitando di trivellare alla cieca, fracking o non fracking, o di fare stoccaggi sotterranei per il beneficio di Aleanna, Padania Energia, ENI, Northern Petroleum, Petroceltic, Po Valley, Shell, Rivara Erg Storage, o chi per loro, in cambio di dubbi vantaggi alla collettività e molti rischi. 

giovedì 24 maggio 2012

Facebook e follia a Wall Street

La vita ed il successo sul web sono alquanto mutevoli. Le tendenze la fanno da padrone, e rendono la popolarità alquanto effimera. 
Fino a qualche mese fa Facebook era il "must" assoluto, la piazza virtuale in cui "non si poteva non essere", l'argomento di cui parlare in ogni dove, e di cui si sentiva parlare in ogni angolo coperto dai media.


Ma il vento del web cambia rapidamente, ed oggi la fama del momento è di proprietà di Twitter. Le "star" del jet set e dell'entertainment comunicano attraverso i cinguettii, i giornalisti lo hanno eletto a nuovo megafono virtuale, ed immancabilmente anche i politici più scafati.

mercoledì 23 maggio 2012

Lo spauracchio della dracma


Con la loro protesta i Greci non hanno ceduto la loro sovranità. 
Continuiamo a sentire che la Grecia non può imporre controlli su cambi e capitali - come fece l'Islanda - per contenere i danni, ripristinando la stabilità per prepararsi alla botta della svalutazione che arriverà con il Dracma-Day. 
Continuiamo a sentire anche che la Grecia dovrebbe lasciare l'UE, se espulsa o se si ritirerà dall’ Euro.
Entrambe le affermazioni sono sbagliate.


La Commissione europea ha pubblicato uno studio del 2003 della "Economic Review" che esamina la base del trattato sui controlli del cambio in caso di emergenza.

giovedì 17 maggio 2012

Unione Europea & Lebensraum in salsa Schäuble



Wolfgang come Goethe, Wolfgang come Amadeus Mozart: wunderbar!

Ma questo è il passato. Il presente si chiama Wolfgang Schäuble, ovvero il ministro delle Finanze tedesche.
Ovviamente quest'ultimo non ha niente a che vedere con il grande poeta ed il geniale compositore. 

Il talento di Herr Schäuble è diverso, ed attiene ad un'arte che non ha niente a che vedere con l'universalità del linguaggio artistico: l'universalità del suo operare si rivolge agli interessi della sua Germania. 

Ma se questo sarebbe in buona sostanza il minimo che si chiederebbe ad un buon ministro di una Nazione sovrana, nel nostro caso assume una connotazione diversa: perchè qui non si parla di Germania, ma di Europa.

Stati Uniti…dai debiti


Mentre sembra che gli occhi del mondo siano rivolti solo sulla crisi dei debiti sovrani europei, altrove ci sono realtà che non se la passano per niente meglio. Gli Usa, ad esempio, hanno uno dei più grandi debiti pubblici al mondo; ma se questo è abbastanza risaputo, quello che raramente viene raccontato è il dissesto finanziario di molti suoi Stati.


*Prima sono falliti i Comuni, sotto i colpi della crisi immobiliare. Poi sono entrati in crisi metropoli e contee americane che, in Italia, sarebbero province o piccole regioni. Infine, hanno iniziato a traballare Stati floridi e attraenti come la California.
Insomma, negli Usa che propagandano la ricetta della crescita contro la linea europea del rigore, la situazione non è così rosea.