Visualizzazione post con etichetta Interni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Interni. Mostra tutti i post

martedì 14 aprile 2015

L' Anas dei Ciucci. Ovvero i ciucci dell' Anas


mercoledì 28 gennaio 2015

Amato Presidente della Repubblica. Ovvero: al peggio non c'è mai fine

Siete di quelli che hanno aperto una bottiglia di spumante all'annuncio delle dimissioni di Giorgio Napolitano? Considerate il vecchio inquilino del Quirinale il peggior Presidente della Repubblica della storia italiana? Ancora non avete digerito tutte le porcherie istituzionali che Napolitano vi ha propinato?

Ok, ho una notizia per voi. Se tutto va bene... siamo rovinati.

Sì, perchè nella corsa all'elezione del nuovo Presidente della Repubblica all'orizzonte si staglia netta una figura inquietante: Giuliano Amato.

domenica 17 novembre 2013

Il terrorismo Espresso sulla Campania

Ci sono diversi modi di fare terrorismo. Il più classico è quello che si fa con la violenza; una violenza brutale per i danni, e subdola perché arriva di nascosto, a tradimento, senza nessun annuncio.

Più attuale è invece il terrorismo "mediatico". Rispetto al tradizionale, questo non fa uso di violenza fisica, ma attacca direttamente la mente dei bersagli, avvalendosi dell'informazione.

I risultati sono pressappoco gli stessi. A vantaggio del terrorismo mediatico va il fatto che i danni sono più persistenti nel tempo, impattano su un numero enormemente maggiore di uomini e si deposita nelle menti delle vittime.

L'introduzione era necessaria per affrontare la questione ampia dell'inquinamento in Campania. Bene o male tutti ormai sanno che nell'ultimo venticinquennio, il territorio campano è stato usato come un enorme sversatoio di rifiuti "speciali" e "tossici". Rifiuti per la stragrande maggioranza provenienti da aziende dell'Italia settentrionale, che affidavano alla Camorra il compito di smaltirli: risparmiando così enormemente.

martedì 12 novembre 2013

Prostituzione minorile e ipocrisia dei media.

Ormai non posso più accendere la tv senza imbattermi in una trasmissione che indaga, approfondisce, discute, il nuovo dramma italiano: la prostituzione minorile.

È all'incirca da quando sono bambino, e ben prima di capire cosa fosse il sesso, che so che esiste la prostituzione; e come ogni bambino ho imparato che quello della prostituta è "il mestiere più antico del mondo".

Come tutti, da ragazzo ho visto e sentito di ragazzine che a 13, 14 o 15 anni si affacciavano precocemente in relazioni e rapporti sessuali; con coetanei a volte, con ragazzi di qualche anno più grandi molto più spesso.

Sesso ed adolescenza non sono fenomeni l'uno estraneo all'altro. Ovviamente si dirà, "è la prostituzione che lascia sbigottiti". Io invece non riesco a meravigliarmi più di tanto.

Anzi, tutta questa attenzione, tutto questo allarme, tutto l'armamentario dialettico di scandalo e sdegno in tv e sui giornali, a me sa di ipocrisia; di quella più viscida.

Chi comanda (realmente) in Europa ed in Italia. Nomi e cognomi


Parliamo di cose serie e cominciamo a fare i nomi. Veri.

Quali sono le personalità più influenti nel mondo politico-economico, in Italia?
Berlusconi? Letta? Alfano? Cicchitto? D'Alema? Casini? Monti?......

Nessuno di questi. Sono tutti intercambiabili
Sono tutte persone di seconda fila il cui compito consiste nell'imbonire gli italiani, ciascuno secondo le proprie competenze, per far loro credere di vivere sotto una democrazia e quindi eseguire gli ordini dei loro veri padroni.
Chi decide in Europa?
Merkel? Van Rompuy? Olli Rehn? Barroso? Draghi?
Nessuno di questi
Sono tutti intercambiabili
Sono tutte persone di seconda fila il cui compito consiste ecc., ecc.

Se io vi dicessi che, oggi come oggi, la persona più importante, più influente, e decisiva, nel campo delle tematiche sociali in Italia -tanto per fare un esempio- è un certo Carlo Bozotti, il 99,99% dei lettori si metterebbe a dire sostenendo "ma chi lo conosce a questo?".

venerdì 1 novembre 2013

Rifiuti tossici: lo Stato contro lo Stato


Ho appena letto il verbale desecretato dell'audizione del pentito Carmine Schiavone alla Commissione Parlamentare d'inchiesta sui rifiuti.

La rabbia che monta dall'anima è tremenda, e di primo acchitto verrebbe la voglia di scaricare una tonnellata di insulti ed improperi a destra e manca. Ma sarebbe perfettamente inutile...
Quindi preferisco fare solo un paio di notazioni. 

Schiavone ricostruisce dettagliatamente tutta l'organizzazione ed il processo attraverso il quale venivano smaltiti illegalmente i rifiuti tossici. Qui il link al documento.
Il pentito fa nomi e cognomi dei personaggi legati al business, non lesinando i particolari su come letteralmente sceglievano tutti e 109 i Sindaci della provincia di Caserta; e come non facevano preferenze di colore, pescando tranquillamente in ogni partito.

Seppur con una certa reticenza, confida che i principali politici campani dell'epoca erano sostenuti elettoralmente da loro, seppur non tutti poi entravano a conoscenza dei traffici.

mercoledì 30 ottobre 2013

Privatizzazioni: oltre il danno, la beffa...

Ci risiamo. Il debito pubblico continua a salire senza soste e, come sempre, torna in auge il refrain delle privatizzazioni come soluzione per tamponare l'emorragia.
Il Governo pare fare sul serio: il piano di privatizzazioni vedrà presto la luce e a finire sul mercato non saranno solo immobili, ma anche rami di aziende possedute o le partecipazioni detenute in società quotate. 
Lo ha confermato il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, che ha fatto anche il nome della Rai.
Ma ci sono, soprattutto, anche quelli di Eni, Terna, Snam, Enel e Finmeccanica che sono aziende di cosiddetto interesse strategico per il Paese. 

L’iniziativa garantirebbe circa 20 miliardi di euro in tre anni da usare per abbattere il debito; che, attualmente, è di 2.075 miliardi di euro. 
Un pò come dire: sono alla canna del gas, ho un debito di 2.075 euro e penso di alleggerire la mia situazione risparmiando una decina di caffè all'anno, per 3 anni...

mercoledì 23 ottobre 2013

OPERAZIONE VERITA’: A CHE PUNTO E’ LA NOTTE (DEI CONTI PUBBLICI) ITALIANA

Premessa:
In questi anni di crisi, oltre alle tasse e al disagio economico e sociale, c'è stata un'altra grande costante che ha tenuto compagnia alle nostre giornate, ai nostri momenti: la menzogna proferita in modo sistematico dai vari governi e dai politici di turno che, in maniera spudorata e vergognosa, hanno reiteratamente mentito e mistificato (e continuano a farlo) circa l'esatta situazione dell'economia e dei conti pubblici, in costante ed inesorabile deterioramento.
È' chiaro che tutto ciò incorpora evidenti elementi di criminalità, proprio perché tende ad alimentare false aspettative nei confronti degli agenti economici più deboli: i disoccupati con le loro famiglie e le imprese, prime vittime sacrificali di questa crisi.
Proprio per questo, insieme ad altri siti amici, tra i più seguiti in Italia di economia, tutti liberi e senza padroni, abbiamo pensato di lanciare, coralmente, tutti insieme, questo post divulgativo al fine di far ben comprendere l'esatto stato dei conti pubblici e dell'economia.

martedì 4 dicembre 2012

Il pessimo esempio di Napolitano. (Ovvero, del predicare bene e razzolare male)


Quando si guarda una persona anziana, molto anziana, ma estremamente distinta, è naturale provare un senso di ammirazione. Inconsciamente si tende ad attribuire, acriticamente ed aprioristicamente, una certa autorevolezza e levatura morale. Questo a prescindere da chi sia la persona in questione. Si tratta di una forma di rispetto ed educazione, giusta peraltro, che ci viene insegnata da giovanissimi.

Questa forma di riverenza viene applicata anche politicamente nei confronti del Presidente della Repubblica. E non potrebbe essere diversamente, visto che in un sistema politico "vecchio" come il nostro, la figura del primo cittadino non può che essere quella di un ottuagenario.

lunedì 23 gennaio 2012

La crisi tra i "forconi" e la politica: intervista a Pino Aprile


  La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata dalle proteste in Sicilia. Il Movimento dei forconi ha quasi  paralizzato un'intera regione, riuscendo nello stesso tempo a generare solidarietà intorno alle proprie rivendicazioni.
  La copertura mediatica della protesta degli agricoltori e degli autotrasportatori siciliani è stata scarsa, ma ha comunque registrato un crescendo continuo. E questo crescendo è stato scandito più che altro da una serie di insinuazioni ed illazioni sul movimento.   Si è parlato così di infiltrazioni mafiose, di deriva neofascista, di prezzolamenti vari

  Come al solito, la disperazione e la sofferenza delle famiglie che stanno dietro alle 50.000 aziende agricole (su 200.000) che hanno chiuso negli ultimi 3 anni, sono state tolte dalla discussione. Fanno decisamente più notizia le code ai distributori e gli scaffali di frutta e verdura vuoti. E la mafia, che non si capisce perchè, ne sarebbe compiaciuta.

giovedì 19 gennaio 2012

Le ragioni del movimento dei forconi (Video)

C'era da aspettarselo, da metterlo in conto. Insieme al successo della protesta del movimento dei forconi e della simpatia, unita al consenso, che riscuotono tra la gente comune, si è messa in moto la macchina della delegittimazione.


Interessi della mafia, organizzazione fascista, manovra politica pro Berlusconi...Se ne stanno sentendo di ogni tipo. Lo avevamo detto: il Sistema reagisce al pericolo.

mercoledì 18 gennaio 2012

Il caso Natuzzi: altro che "Cresci-Italia"

Se fino a ieri il mantra governativo era "contenere e stabilizzare i conti pubblici", ovviamente a colpi di tagli, nuove imposte e mazzate varie, ora sembra essere "rilanciare la crescita".


Un mio amico direbbe "e ci voleva uno scienziato per capirlo?". Per capirlo di sicuro no; per realizzare concretamente questa intuizione, invece sì. O meglio, con le condizioni attuali, più che di uno scienziato avremmo bisogno di un mago.

Non bisogna essere dei provetti economisti per capire che ad una manovra chiaramente recessiva, come quella imposta dal governo Montinon può seguire nessuna crescita. Del resto io non conosco molte persone che, con meno soldi in tasca, aumentano i propri consumi. E sappiamo bene che se calano i consumi diminuisce la produzione dei beni e dei servizi; cosa che poi determina l'aumento della disoccupazione. E magari finisse qui...
Quando calano la produzione e l'occupazione, lo Stato vede diminuire le entrate fiscali ed aumentare le spese sociali; e dove va a prenderli i soldini per tirare avanti? Ma ovviamente andando ad aumentare ancora la tassazione: e ricomincia il circolo vizioso recessivo. Insomma, è la storia del cane che si morde la coda.

venerdì 29 aprile 2011

Polizia Europea:un altro pezzo di sovranità se n'è andata.


Praticamente non ne ha parlato nessuno. Praticamente la ratifica di Camera e Senato è avvenuta all’unanimità. Praticamente stiamo per finire nelle mani di una superpolizia dai poteri pressoché illimitati. Che sulla carta è europea, ma che nei fatti è sotto la supervisione statunitense. Tanto è vero che la sede centrale si trova a Vicenza, la stessa città dove c’è il famigerato Camp Ederle delle truppe USA.

Di Alessio Mannino


Alzi la mano chi sa cos’è il trattato di Velsen. Domanda retorica: nessuno. Eppure in questa piccola città olandese è stato posto in calce un tassello decisivo nel mosaico del nuovo ordine europeo e mondiale. Una tappa del processo di smantellamento della sovranità nazionale, portato avanti di nascosto, nel silenzio tipico dei ladri e delle canaglie. 

giovedì 28 aprile 2011

E se facessimo come la Libia?

In un articolo su  La Repubblica Palermo veniamo a conoscenza del fatto che si cerca petrolio davanti alle coste siciliane.Lo scandalo non è tanto che piazzino piattaforme petrolifere nel Mediterraneo. Non è tanto che le piazzino, ad esempio su una delle tante bocche vulcaniche di un massiccio complesso sottomarino: il regno di Empedocle, l'Etna marino, il gigante sommerso che fa ancora tremare i fondali.

Non è tanto che, malgrado le promesse sul Canale di Sicilia della pseudoministra Prestigiacomo,sarebbero più di cento i permessi di ricerca di idrocarburi richiesti o vigenti nel Mediterraneo. Alcuni concessi a un tiro di schioppo da sabbie dorate e banchi corallini.

Il vero scandalo sono le irrisorie royalties che chiede lo Stato italiano a chi trivella nel nostro territorio. Roba che neanche i più affamati e oppressi staterelli dell'Africa nera: appena il 4%.


Uno dei motivi della guerra alla Libia, cosa su cui ho pochi dubbi, sono le royalties principesche che pretende lo Stato libico dalle compagnie straniere(leggasi qui). L'85% non è poco, immaginate voi come piangono per la rapina. Ma anche Russia e Norvegia non scherzano, con l'80%, e il Canada con il 50. Ma si sa, "da noi è diverso", noi siamo destinati a stare ginocchioni col cappello in mano davanti a chiunque. Riporta ancora l'articolo:
A pagina 7 del rapporto annuale della Cygam (società petrolifera con interessi nell'Adriatico) si parla del nostro paese come il "migliore per l'estrazione di petrolio off-shore", sottolineando la totale "assenza di restrizioni e limiti al rimpatrio dei profitti".
Col Canale di Sicilia, ammesso che accettiamo il rischio delle trivelle, potremmo estinguere il 25% del debito pubblico italiano. Invece no, invece sempre cornuti e mazziati.
Ma forse è solo una saggia precauzione. Sia mai che, se osassimo chiedere di più, a qualcuno venga in mente di bombardarci.Anzi: potremmo bombardarci da soli, basta accendere i motori ad Aviano.

Smaltimento scorie all'italiana (Repubblica,Fatto Quotidiano,"informazione libera",dove siete?)

Spesso mi trovo a discutere con amici della libertà di informazione in Italia. E quasi sempre mi trovo davanti a divisioni e dibattimenti tra chi "crede" alla stampa anti-berlusconiana, chi in quella del Cavaliere e chi vagheggia di testate giornalistiche "terze" ed indipendenti.
Io non mi schiero con nessuna delle tre posizioni:i principali massmedia,i cosiddetti "mainstream" sono tutti rispondenti alle necessità di  gruppi di potere diversi. Ma che in definitiva non si pestano mai i piedi.



Fin quando c'è da cianciare su beghe minori, e di scarsa rilevanza per le esigenze reali della gente, i decibel sono altissimi. Quando invece c’è da rendere un servizio pubblico, come per esempio far sapere agli italiani che lo smaltimento delle scorie radioattive delle centrali nucleari dismesse sono state affidate dal governo Berlusconi alla ‘ndrangheta, stanno zitti.

mercoledì 13 aprile 2011

Usura di Stato. C’è anche chi muore di Equitalia.

La crudeltà,la spietatezza,l'arroganza,il malaffare si possono coniugare in parecchi modi.Uno di quelli più odiosi è rappresentato dalla celebre espressione:essere debole con i forti,e forte con i deboli.
L'Italia è forse il Paese con la più alta percentuale di evasione fiscale al mondo.Ed è anche la nazione che è riuscita nell'ardua impresa di mettere appunto la più iniqua manovra di rientro dei capitali portati all'estero,evadendo appunto il Fisco:il famigerato scudo fiscale.E mai locuzione verbale fu più appropriata!Rientro dei capitali nel più assoluto anonimato,con un ridicolo omaggio del 5% al fisco ed il salvacondotto legale,valgono uno scudo,una corazza ed un manipolo di fanti a protezione.E questo è l'essere debole con i forti...

Così,mentre il Fisco si ingegna per "invogliare" i capitani coraggiosi della nostra economia a riportare nel Belpaese il maltolto,un altro ente spulcia le miserie dei cittadini comuni:Equitalia.

Queste sono le sue cifre:più di 7 milioni di fermi amministrativi, quasi 4 milioni di immobili ipotecati, più di un milione di conti correnti sequestrati;in questi ultimi 2 anni più di 1200 di piccole imprese hanno dovuto dichiarare fallimento con la diretta conseguenza dell’annientamento di oltre 8000 posti di lavoro. Milioni di famiglie italiane gettate sul lastrico,un vero dissesto sociale.Il tutto avviene tra cartelle pazze,semafori truccati,debiti irrisolti delle vecchie società di riscossione che vengono riversati sui cittadini (vedi Tributi Italia di Aprilia e Gestline) ipoteche illecitamente applicate, etc etc. Nella stragrande maggioranza dei casi questi provvedimenti vengono attuati senza che i cittadini interessati ne siano informati.
In un periodo di grave crisi economica come quello in cui viviamo è assolutamente impensabile continuare con questa mattanza sociale, attuata da una società pubblica (come EQUITALIA) che applica metodiche mafiso/criminali, tassi da usura, senza porre la benchè minima attenzione alle condizioni personali dei cittadini. E’ un sopruso di Stato.
Intanto da Torino arriva (l’ennesima) storiaccia di mala-Equitalia,e ce la racconta Marco Accostatode La Stampa.

“Le case non si toccano... non si può fare ammalare così la gente”, diceva un anno fa Mauro Bordis, con le lacrime agli occhi, di fronte alle telecamere di Report, durante una puntata-inchiesta su Equitalia. Piccolo artigiano esperto in antichità e restauri, aveva da poco scoperto di avere la casa di Moncalieri ipotecata e i fidi bancari sospesi per una cartella esattoriale da 6 mila euro. Un piccolo debito, una somma non pagata entro la data di scadenza. 
«Non si può fare ammalare così la gente». Parole tragicamente premonitrici: un anno dopo, Bordis non c’è più. E’ morto d’infarto mentre lottava contro le cartelle di Equitalia, travolto dall’angoscia di vedersi non solo ipotecare casa, ma persino bloccare gli strumenti di lavoro per quel debito da qualche migliaio di euro con le tasse. Un paradosso. Un caso fra migliaia, storie di piccoli imprenditori «che non hanno evaso e non intendono evadere il fisco, ma che la crisi ha soltanto messo nelle condizioni di non riuscire a pagare subito i debiti con lo Stato». Bordis è morto d’infarto e la sua storia è diventata l’emblema di una battaglia di giustizia portata avanti dalla moglie Ewa Mayer, ospite domenica sera del Senso della Vita, la trasmissione di Paolo Bonolis su Canale 5. 
«Non è quel debito ad avere ucciso mio marito», sospira la vedova Bordis. «E’ il girone infernale che non t’immagini nel quale siamo precipitati per quel debito da nulla. E con noi, molte altre famiglie. Prima che ne fossimo informati, la banca sapeva già che eravamo “cattivi pagatori”, così ci ha contattato perché restituissimo entro cinque giorni 25 mila euro che ci aveva concesso di fido». Nessuno ti fa più credito, nessuno si fida più, se Equitalia ti «bolla» come pagatore inaffidabile. In poche ore si può mettere in ginocchio una vita, addirittura una famiglia intera, contribuire al fallimento di un’azienda già in difficoltà. Il colpo di grazia. E’ la storia dei Bordis, ma lo sanno bene circa 100 mila famiglie che in Piemonte si ritrovano oggi con una casa sotto ipoteca o con le ganasce fiscali all’auto. Ewa Mayer è una delle persone che - grazie al consigliere regionale Alberto Goffi, Udc - aderirà a una class action nazionale che s’intende lanciare contro Equitalia. Il marito Mauro aveva 58 anni, era artigiano da 38. 
«Ai nostri figli - dice la Mayer - abbiamo sempre insegnato l’onestà. Oggi, vedendo in quale situazione ci siamo trovati, e pensando a quegli evasori di lusso che hanno portato capitali all’estero risolvendo poi tutto con uno scudo fiscale al 5 per cento, non so più che cosa sia meglio insegnare. Se conviene essere onesti oppure furbi». 

Questo è l'essere forte con i deboli...
Sciogliere il dubbio della signora Mayer diventa difficile anche per chi mette l'Etica e la Morale davanti ad ogni cosa...

Peppe