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domenica 10 novembre 2013

Alla Germania conviene un'Italia debole

 

«La ragione per cui in Europa esistono due pesi e due misure è semplice. L’Italia è una diretta concorrente della Germania sul piano industriale e quindi va penalizzata con l’austerity. La Spagna e altri paesi Ue al contrario sono debitori di Berlino e quindi non vanno troppo indeboliti o non riusciranno a pagare».

Lo sottolinea Alberto Bagnai, professore di Politica economica all'Università G. D’Annunzio di Pescara e autore del libro “Il tramonto dell’euro”. Gli italiani sono stati costretti a fare i salti mortali per pagare le tasse e fare rientrare il deficit al di sotto del 3% del Pil. Ad altri Stati come la Spagna, i Paesi Bassi e la Francia è stato invece consentito di derogare tranquillamente a quanto previsto nel trattato di Maastricht. Mentre la regola inclusa nei trattati secondo cui nessun Paese membro deve superare il 6% del surplus commerciale è violata da Germania, Lussemburgo e dalla stessa Olanda, senza che nessuno osi aprire una procedura d’infrazione.

martedì 23 aprile 2013

La Germania getta la maschera: rinunciate alla sovranità nazionale!



Posso promettere di essere sincero, non di essere imparziale (Johann Wolfgang Goethe, 1833)

Quando si dice "gettare la maschera"...

La Germania «non difende l'euro per generosità o perché le avanzano soldi, ma perché i tedeschi hanno i maggiori vantaggi dalla valuta unica». 
Così il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schäuble, che in un'intervista al sito online del settimanale Wirtschaftswoche indica che secondo un recente sondaggio il 69% dei cittadini tedeschi è favorevole all'euro, un risultato che il ministro giudica «sensazionalmente buono. E anche la tranquillità dei mercati finanziari rispetto alla crisi di Cipro ci mostra che siamo sulla giusta strada nei nostri sforzi di salvataggio».

E questo è il primo slancio di sincerità "parziale"...

lunedì 22 aprile 2013

La balla tedesca per far pagare il conto all’Italia

Tobias Piller, il corrispondente a Roma del quotidiano tedesco Faz, mi è simpatico. Ha lo sguardo sveglio e vispo, il pragmatismo teutonico e una buona dose di malcelata superiorità morale nei nostri confronti. Bene, martedì sera a Porta a porta ha dovuto per la prima volta pagare pegno. Bruno Vespa, non quindi un giornalista euroscettico con i canini sfoderati, lo ha inchiodato con due tabelle semplici, semplici: se i tedeschi, mediamente, hanno meno soldi degli italiani è perché li spendono invece di risparmiare, ma la Germania, intesa come nazione, non è più povera di Italia, Cipro e Grecia. 

Delle idiozie profuse allo Spiegel da due dei cosiddetti “cinque saggi” della Merkel abbiamo parlato martedì, ora però la storia dei Paesi periferici che sono più ricchi della Germania e quindi devono finanziarsi da soli gli eventuali salvataggi - leggi prelievi forzosi, patrimoniali, vendita di assets e magari di oro, come Cipro - deve finire una volta per tutte, perché è una balla mostruosa.

venerdì 18 gennaio 2013

I guai di Deutsche Bank

Una volta la Deutsche Bank era rispettata come pilastro dell’economia tedesca basata sull’industria, ma oggi essa è un attore della bisca finanziaria internazionale come tutte le altre megabanche. Negli ultimi due anni essa è stata colpita da scandali e denunce che hanno inferto duri colpi alla sua immagine.

Attualmente la banca è sotto inchiesta per falso in bilancio allo scopo di nascondere pesanti perdite sui derivati del ramo statunitense. Secondo Eric Ben-Artzi, ex funzionario della DB che ora è testimone della procura di New York, le perdite si aggiravano attorno ai 10 miliardi di dollari nel 2008.

lunedì 29 ottobre 2012

Germania: un modello (im)perfetto

Che la Germania sia il modello vincente rispetto ai suoi partner europei è fuori da ogni discussione. Non c'è voce statistica macroeconomica  che dica il contrario. Ma non è mai tutto oro quello che luccica...
Maurizio Blondet ci offre una prospettiva generalmente ignorata, ma che verosimilmente dovrebbe essere il "focus" di ogni analisi. Come si rivela il modello tedesco visto dal basso? Quanta prosperità e sicurezza diffusa genera? Leggete e fatevi qualche domanda.

venerdì 26 ottobre 2012

Germania: MES-à che c'hanno fregato un'altra volta!

Eccomi qui. Per una serie di ragioni mi sono preso una bella pausa dal blog. Anche perchè, una volta che hai avvisato per tempo della tempesta all'orizzonte, non è che puoi fare molto altro, se non la cronaca in diretta degli eventi...Ma per quello c'è il mainstream.

Succede però che leggo delle cosettine sulla Germania...; e, come sapete, quando ci sono di mezzo quei simpaticoni inevitabilmente mi parte l'embolo. E allora qualcosa devo scriverla per forza...

Prima di venire al punto bisogna però fare una premessa.
Del MES (ovvero meccanismo europeo di strozzinagg..., pardòn, stabilità) e del suo diabolico congegno dovreste saperne abbastanza. Nel caso doveste avere qualche buco nella memoria, o vi foste persi qualche passaggio, vi riassumo i punti salienti:

venerdì 9 settembre 2011

Debito pubblico e Germania.Ovvero,i trucchi dei crucchi.

Si sa:la reputazione è tutto. Quando dici Germania, dici precisione, affidabilità, tecnologia e serietà. E questo lo applichiamo a qualsiasi cosa che venga dal quel Paese, o che si faccia in quel Paese.
Anche la politica è migliore. E di conseguenza anche la finanza è migliore.

Negli ultimi tempi gli italiani hanno scoperto un paio di cose di cui hanno ignorato per decenni l'esistenza: lo Spread ed i Bund. Ed hanno imparato che la bontà dei nostri Titoli di Stato si misura col metro degli omologhi made in Germany: i Bund.

E cosa determina il valore e l'appetibilità di un titolo del debito? Il debito pubblico, ovviamente. Ormai siamo tutti diventati esperti della materia, e sappiamo che il nostro debito pubblico ha dimensioni sconce; ragion per cui i mercati, vista la congiuntura economica globale sfavorevole, temono che l'Italia possa non essere in grado di essere più un "buon pagatore" del suo debito. 
E per converso, siccome la Germania è un Paese con un debito pubblico di molto inferiore al nostro (e quindi più solido), il mercato misura la nostra affidabiltà con un indice che relaziona il rendimento dei nostri titoli nei confronti degli omologhi tedeschi: e questo è il famigerato Spread(o differenziale) Btp-Bund.