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giovedì 29 gennaio 2015

Se Draghi annuncia la fine dell'Euro...

Grande entusiasmo in Italia, in Europa e nel mondo quando Draghi annuncia: "Quantitative Easing (ovvero: adesso stampiamo Euro a manetta, tiè!)".
Sembra che tutti non aspettassero che questo annuncio, ed immancabilmente il primo paragone è stato con la politica monetaria americana della Federal Reserve. Sì, quelli belli e bravi del nuovo "miracolo economico obamiano".

Però, se si guarda bene al provvedimento, qualche riflessione fuori dal coro vale la pena farla.
La parola chiave della mossa di Draghi e della Bce è "risk-sharing", ovvero condivisione del rischio.
Se il significato prosaico di Quantitative easing è "stampare moneta", quello di risk sharing è "a vostro rischio e pericolo". Ma potrebbe anche essere declinato con un più terra-terra: "se qualcosa va storto sò cazzi vostri e della Banca Centrale vostra".

martedì 27 gennaio 2015

Tsipras: il nuovo (bluff) che avanza

Tutta questa eccitazione per la vittoria di Tsipras in Grecia ha del grottesco. 
Da una parte ci sono gli allarmisti del "pericolo della stabilità europea", dall'altra gli entusiasti del fronte "no-euro" che guardano ad Alexis Tsipras come miccia per la detonazione della moneta unica.
Tranquillizzatevi tutti: non succederà niente.

Il giovane leader greco, che ha dichiarato di avere Renzi come modello (ok, grattatevi le p...e), ha più volte dichiarato che non porterà la Grecia fuori dall'Euro.
Unendo le due cose di sopra, modello Renzi ed Euro, il risultato è zero. Probabilmente si tratta di un nuovo parolaio attraente dalla faccia pulita e dal curriculum scarno. Cosa che piace sempre ad un popolo stanco delle solite facce al potere.

martedì 26 novembre 2013

I numeri italiani che l'Europa non vuol vedere



In un mondo che funziona al contrario di ogni logica, dove l'economia reale viene subordinata a quella finanziaria, dove il consumo è un valore (mentre il risparmio è ignorato), intere Nazioni vengono costrette all'austerity in base a parametri incompleti e fuorvianti.

In base alle parametrazioni dell'Unione Europea, che si rifanno al Trattato di Maastricht, l'Italia, per via della sua importanza e grandezza, è il grande malato d'Europa. Per questo la nostra Nazione è costantemente sotto attenzione, ed ai nostri governi sono state imposte manovre finanziarie pesanti. Inoltre, l'adesione al Fiscal Compact ed al Mes ci hanno costretti all'esborso di decine di miliardi per aggiustare i conti.

Ma siamo davvero la pecora nera del ricco mondo occidentale? Il nostro sistema è davvero alle soglie dell'uscita dal "primo mondo"?
A ben vedere le cose non stanno proprio così...

mercoledì 13 novembre 2013

Deflazione. Se la conosci, la eviti

In Italia, diciamocelo, non ci siamo mai fatti mancare niente. Abbiamo sperimentato ogni sorta di situazione o problema possibile:

  • siamo entrati in guerra da una parte e ne siamo usciti da un'altra
  • Nel mezzo abbiamo avuto una guerra civile
  • Dalla macerie abbiamo ricostruito una Nazione, portandola tra le prime 7
  • Abbiamo sfiorato colpi di stato
  • Vissuto una lunga stagione di terrorismo
  • Convissuto con Mafie contigue allo Stato
  • Abbiamo visto implodere la Dc ed evaporare il Pci
  • Abbiamo avuto, ed abbiamo, Berlusconi in politica
  • Abbiamo anche avuto a che fare con una fortissima inflazione

Quello che non abbiamo mai sperimentato è la deflazione. Ma sembra proprio che siamo sul punto di rimuovere questa lacuna... Ora, visto che si tratta di un fenomeno non molto conosciuto, è il caso di chiarire bene cosa sia.

venerdì 8 novembre 2013

Perchè conviene uscire dall'Euro



Fino a qualche tempo fa, parlare di uscita dall'Euro equivaleva a farsi prendere per pazzi. 

Sebbene oggi il clima di ostilità sull'argomento sia cambiato radicalmente, non è mai facile approcciare il discorso.

I pregiudizi e le gabbie mentali costruite nel tempo dalla propaganda pro-Euro sono comunque un discreto scoglio da affrontare.

Le paranoie sapientemente infilate nei cervelli degli italiani, che hanno sempre sentito spiegarsi che senza euro andremmo incontro a:

  • super-inflazione 
  • esplosione atomica del debito pubblico 
  • mutui alle stelle 
  • implosione dell'economia 
sono sempre lì a far capolino tra le pieghe di ogni discorso sull'utilità di una uscita dalla moneta unica europea.

martedì 5 novembre 2013

Forza, vendete tutto! La carica privatizzatrice di Alesina&Giavazzi

Eccoli che tornano alla carica! La loro perseveranza è esemplare, la loro convinzione ferrea.
Quando l'aria si fa brutta e pesante, quando i conti non tornano, il Corriere della Sera li chiama come se fossero l'A-Team. Loro sono l'A-G team, il mitico duo Alesina&Giavazzi.

Nel loro ultimo editoriale, i due economisti fanno sfoggio del loro miglior arsenale di armi anti crisi. Che poi si risolve essenzialmente nella aggressiva promozione del loro cannone al plasma: le privatizzazioni.

mercoledì 24 aprile 2013

Guest post: Ecco cosa vuole veramente da noi la Germania


Continuiamo ad occuparci dei nostri amici tedeschi. Dopo avervi parlato nel precedente post dell' outing della Merkel e di Schauble sulla loro idea circa la sovranità nazionale (da abolire de facto), oggi ci occupiamo del piano operativo  con il quale Berlino mette in atto il suo dominio sull'Europa; e sull'Italia in particolare.

Per farlo mi avvalgo dell'eccezionale lavoro di Piero Valerio.

*Qualche settimana fa, un po’ per caso e un po’ per curiosità, sono venuto a conoscenza di una notizia che mi ha parecchio colpito: l’associazione Eures Germania in accordo con quella italiana aveva organizzato un lungo tour in giro per la penisola per reclutare giovani lavoratori qualificati

martedì 23 aprile 2013

La Germania getta la maschera: rinunciate alla sovranità nazionale!



Posso promettere di essere sincero, non di essere imparziale (Johann Wolfgang Goethe, 1833)

Quando si dice "gettare la maschera"...

La Germania «non difende l'euro per generosità o perché le avanzano soldi, ma perché i tedeschi hanno i maggiori vantaggi dalla valuta unica». 
Così il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schäuble, che in un'intervista al sito online del settimanale Wirtschaftswoche indica che secondo un recente sondaggio il 69% dei cittadini tedeschi è favorevole all'euro, un risultato che il ministro giudica «sensazionalmente buono. E anche la tranquillità dei mercati finanziari rispetto alla crisi di Cipro ci mostra che siamo sulla giusta strada nei nostri sforzi di salvataggio».

E questo è il primo slancio di sincerità "parziale"...

lunedì 22 aprile 2013

La balla tedesca per far pagare il conto all’Italia

Tobias Piller, il corrispondente a Roma del quotidiano tedesco Faz, mi è simpatico. Ha lo sguardo sveglio e vispo, il pragmatismo teutonico e una buona dose di malcelata superiorità morale nei nostri confronti. Bene, martedì sera a Porta a porta ha dovuto per la prima volta pagare pegno. Bruno Vespa, non quindi un giornalista euroscettico con i canini sfoderati, lo ha inchiodato con due tabelle semplici, semplici: se i tedeschi, mediamente, hanno meno soldi degli italiani è perché li spendono invece di risparmiare, ma la Germania, intesa come nazione, non è più povera di Italia, Cipro e Grecia. 

Delle idiozie profuse allo Spiegel da due dei cosiddetti “cinque saggi” della Merkel abbiamo parlato martedì, ora però la storia dei Paesi periferici che sono più ricchi della Germania e quindi devono finanziarsi da soli gli eventuali salvataggi - leggi prelievi forzosi, patrimoniali, vendita di assets e magari di oro, come Cipro - deve finire una volta per tutte, perché è una balla mostruosa.

Come spiegare la crisi economica...Origine e sviluppo


Quando si parla della crisi dell' Eurozona, come di quella italiana, nei talk show politici raramente viene messo l'accento sulla responsabilità della moneta unica
Quelle poche volte che accade, immancabilmente gli sventurati che si azzardano a mettere sul tavolo la questione vengono apostrofati come bestemmiatori sacrileghi; oppure come balordi dementi, ignari di ogni rudimento di economia.
Le cose in realtà stanno esattamente al contrario: è la scienza economica che spiega ampiamente le ragioni sistemiche per cui l'unione monetaria europea non può funzionare; e infatti non funziona.
Certo, pretendere di infilare nella testa degli italiani tutti i rudimenti di macroeconomia che spiegano come e perchè l'euro è un progetto senza futuro così, come se niente fosse... è impresa ardua. Soprattutto perchè nei media il tema è bandito peggio della pedopornografia!
Allora è utile cercare di semplificare le cose, per renderle di più immediata percezione e penetrazione; così come abbiamo fatto qui qualche tempo fa. A questo scopo tornano utilissime le rappresentazioni grafiche in slides. Quelli qui sotto sono state elaborate dalla blogger economica Gpg Imperatrice per scenarieconomici.it.
Leggete con attenzione e diffondete!

martedì 16 aprile 2013

Tre milioni di nuovi posti di lavoro: miracolo possibile!

Mentre l'Italia va a rotoli giorno dopo giorno, inesorabilmente, ci tocca assistere allo squallore dell'immobilismo politico.
Visto che non bastava la situazione ridicola di una Nazione senza governo a mesi 2 (DUE) dalle elezioni, adesso aggiungiamo al caos anche le manovre per l'elezione del Presidente della Repubblica.

Per chi come il sottoscritto è un avversatore delle disastrose politiche europee, ed in particolare della assurdità dello strumento €uro, vedere Prodi ed Amato come principali candidati alla successione di Napolitano è più che rivoltante.
I due sono fra i principali sponsor della campagna europeista ed eurofideista. Inutile che mi dilunghi sulle ragioni, perchè, se leggete pagine come questa, siete sicuramente informati sul loro passato...

Piuttosto volevo fare due conti semplici semplici con voi; i classici conti della serva. Quelli che poi si rivelano sempre più utili ed efficaci di certe complicate analisi econometriche.

martedì 9 aprile 2013

Il mondo si muove, l'Europa della Bce è immobile


Una nuova epoca è iniziata nel mondo della finanza internazionale. 

Trent’anni orsono il bastone di comando era nelle mani dei grandi fondi d’investimento e nelle banche d’affari. Immense nuvole di petrodollari e di profitti delle grandi corporation si dirigevano verso i paradisi della finanza dal guadagno immediato e speculativo. 
La sterlina cercò di opporsi alla speculazione contro Soros e si spezzò le corna e così fecero i banchieri centrali europei, con alla testa uno frastornato Ciampi, che non resistette all’ondata speculativa e provocò una svalutazione rovinosa della lira. Il Governatore si illudenva di fermare il flusso del capitale finanziario che rincorreva se stesso, moltiplicando i guadagni di un pugno di speculatori seguiti da una miriade di investitori minuti che giocavano in borsa i loro risparmi.

Erano gli anni in cui i pensionati passavano le mattinate dinanzi ai computer - i primi computer! - che nelle vetrine delle filiali bancarie registravano rapide ascese di titoli improbabili che, pur in rosso, capitalizzavano più di Fiat o di Generale Electric. Era l’economia delle aspettative era la new economy dove tutti giuravano e spergiuravano che il capitalismo aveva superato se stesso e non avrebbe più avuto crisi cicliche. 

giovedì 21 marzo 2013

Il vero volto dell'Europa: lo specchio di Cipro

Il "salvataggio"  sequestra-conti di Cipro rivela molto della struttura fondamentalmente neocoloniale e neofeudale dell'Eurozona e conferma la resa politica di questa regione alla finanziarizzazione.
Finalmente, l’Europa ha tolto la maschera e dietro le facce malaticce di sovranità, democrazia e libero mercato capitalista, possiamo vedere il vero apparato messo a nudo: l’aristocrazia politico-finanziaria dell'Eurozona che strangolerà i cittadini di ogni nazione per proteggere il proprio potere ed evitare che banche e obbligazionisti paghino per le loro perdite.


Vediamo per punti tutto quello che ci sta rivelando il "Caso Cipro" sul vero stato del potere della politica finanziaria in Europa:

mercoledì 6 febbraio 2013

Il Grande Fratello europeo ti guarda...


La guerra è pace”, recita il primo slogan del Ministero della Verità (1984, di George Orwell). Come dire: non stiamo mica facendo la guerra, stiamo solo esportando la democrazia. “La libertà è schiavitù”, recita il secondo. Ovvero possiamo essere liberi di decidere, sì, ma se lo facciamo sulla base di informazioni sbagliate, tutto si riduce a un’illusione: la libertà di scegliere se andare al macello per il corridoio sinistro o per quello destro. 
Per questo “L’ignoranza è forza”, come dice il terzo slogan. L’ignoranza dello schiavo è infatti quella forza, più potente di una catena, che naturalizza l’ingiustizia e legittima l’oppressione. E’ l’inerzia dell’ignorante che non è consapevole dei suoi diritti o che, di più, crede di non poterne neppure avere, diventando così la più formidabile delle garanzie che salvaguardano l’oppressore. 
Così le vittime finiscono per difendere spontaneamente i loro stessi carnefici.

giovedì 17 gennaio 2013

L'endorsement del Corriere della Sera alla Mmt

Il Corriere della Sera non è solo un quotidiano: è una Istituzione

Quello che transita dalle sue pagine non è mai casuale, ma frutto di attente valutazioni. Se il Corriere, in ambito politico ed economico, sceglie di parlare di un argomento, immediatamente è ammesso nell'agenda politica. Diversamente non transita, poche storie.

Allora leggere su Corriere.it un articolo in cui si parla di Moneta Sovrana come risposta alla crisi, con tanto di intervista ad un economista sostenitore della  Me-MMT (Mosler economics-Modern money theory), fa un certo effetto. Perchè, di fatto, questo significa che negli "ambienti che contano" si esplorano seriamente le vie di uscita dalla moneta unica europea; segno che la fiducia ed il sostegno all'Euro sono meno vigorosi di quanto si lasci trapelare.

Quindi è tempo di dare cittadinanza nel "mainstream" alle ipotesi alternative al sistema monetario europeo. Questo non significa appoggiare le teorie diffuse in Italia da Paolo Barnard. Anzi, il taglio dell'articolo è molto prudente, nonchè distaccato; inoltre lo spunto, o pretesto, è dato dalla situazione de L'Aquila alle prese con il problema delle risorse per la ricostruzione.
Ma tanto a basta a far capire che lassù qualcosa si muove.

lunedì 14 gennaio 2013

Crisi? Democrazia Vendesi

"La crisi è stata causata da una moneta fatta male e non ne usciremo finché le decisioni verranno prese da persone non elette da noi, come Draghi, Herman Van Rompuy o la Merkel". 

Loretta Napoleoni, economista di fama mondiale, sceglie Affaritaliani.it per lanciare il suo nuovo libro. Come uscire da questa crisi allora? "Investendo nelle Pmi, nel commercio con l'Oriente, nel nostro Sud, che è come la Germania dell'Est dopo la riunificazione. Il problema è che per fare questo servono soldi". E l'Italia non può stamparne
Dovremmo uscire dall'euro? "E' un'ipotesi. O più semplicemente dovremmo allearci con gli altri Paesi periferici e fare un euro a due velocità". E a chi afferma che il problema dell'Italia è il debito risponde: "Il problema è la crescita. Anche se noi azzerassimo il debito, l'economia come riprenderebbe? Che cosa venderemmo all'estero?".

lunedì 17 dicembre 2012

L'incantesimo senza fine dell'Euro

Stiamo vivendo in un mondo governato da un'incantesimo. O se preferite, stiamo assistendo ad una elaboratissima e ben riuscita illusione, come quelle di David Copperfield.

Il magheggio ha ad oggetto l'Italia e la sua posizione all'interno della crisi economica europea. In pratica, con un gioco di specchi la nostra immagine politica, economica e finanziaria viene abbellita o imbruttita a seconda delle esigenze dei prestigiatori.

E qual è il principale tratto somatico che viene alterato alla bisogna? Ma ovviamente lo Spread!
Si tratterebbe in realtà di un trucchetto ormai ben conosciuto; ma gli illusionisti fanno affidamento su un nutrito gruppo di spettatori (politici, economisti e giornalisti) che fanno subito "ooohhh" con la bocca aperta, influenzando gli altri (quelli ignari del trucco).