lunedì 29 ottobre 2012

I numeri "inquietanti" dell'economia tedesca

La parola Europa ed il numero 2012 sono accumunate, anzi, legate da una sola parola: crisi.
In questo anno ne abbiamo viste di tutti i colori. Ma quello che si è distinto di più è stato il rosso dei conti dell'economia europea. 
Grecia, Spagna, Portogallo i paesi maggiormente soggetti a tensione. Ed a ruota Italia e Francia, che si apprestano ad entrare nell'occhio del ciclone.

In tutto questo marasma c'è una Nazione che fa eccezione; anzi, a giudicare da certi numeri fà sensazione.
Ovviamente parlo della Germania...

Germania: un modello (im)perfetto

Che la Germania sia il modello vincente rispetto ai suoi partner europei è fuori da ogni discussione. Non c'è voce statistica macroeconomica  che dica il contrario. Ma non è mai tutto oro quello che luccica...
Maurizio Blondet ci offre una prospettiva generalmente ignorata, ma che verosimilmente dovrebbe essere il "focus" di ogni analisi. Come si rivela il modello tedesco visto dal basso? Quanta prosperità e sicurezza diffusa genera? Leggete e fatevi qualche domanda.

venerdì 26 ottobre 2012

Germania: MES-à che c'hanno fregato un'altra volta!

Eccomi qui. Per una serie di ragioni mi sono preso una bella pausa dal blog. Anche perchè, una volta che hai avvisato per tempo della tempesta all'orizzonte, non è che puoi fare molto altro, se non la cronaca in diretta degli eventi...Ma per quello c'è il mainstream.

Succede però che leggo delle cosettine sulla Germania...; e, come sapete, quando ci sono di mezzo quei simpaticoni inevitabilmente mi parte l'embolo. E allora qualcosa devo scriverla per forza...

Prima di venire al punto bisogna però fare una premessa.
Del MES (ovvero meccanismo europeo di strozzinagg..., pardòn, stabilità) e del suo diabolico congegno dovreste saperne abbastanza. Nel caso doveste avere qualche buco nella memoria, o vi foste persi qualche passaggio, vi riassumo i punti salienti:

mercoledì 8 agosto 2012

Euro: se mi lasci non vale...

Parlare della Germania e del suo ruolo nella crisi europea sembra sia diventato sintomo di un astio, o vero e proprio odio, nei confronti dei tedeschi. Molti sostengono che sia un modo deplorevole, tipicamente italiano, di auto-assolvere le proprie responsabilità di cattiva amministrazione della "cosa pubblica", scaricando così la propria frustrazione all'esterno; e più precisamente verso i primi della classe, ovvero i tedeschi.

Nel mio blog quando parlo della Germania è quasi sempre per evidenziarne un ruolo da "cattivo". Ma mi limito alla loro parte nella crisi del sistema Euro.
Per il resto ho una grandissima stima dei tedeschi. Ho ben presente il possente e fondamentale contributo della cultura tedesca al patrimonio di conoscenza europeo e mondiale. Il progresso tecnologico e scientifico dell'umanità deve tantissimo agli scienziati tedeschi. Per non parlare di quanto hanno dato alla filosofia, alla letteratura, alla poesia, al teatro ed alla musica...
Il loro grado di civiltà, ordine e lungimiranza è proverbiale. Chiunque abbia messo piede in un angolo qualsiasi della Germania può testimoniarlo.

Fatta questa doverosa premessa, caliamoci nel 21° secolo e nei suoi problemi. Più precisamente, entriamo nella spinosa questione "euro sì, euro no", e "a chi conviene la moneta unica e a chi no".

domenica 29 luglio 2012

All'origine della crisi: la teocrazia del Mercato


Nessuno lo conosce. Nessuno sa che faccia abbia. Nessuno ha mai sentito la sua voce. Nessuno ha mai potuto leggere un suo libro. E' ovunque, sa tutto, vede tutti ed è pronto a giudicare i tuoi peccati...
No, non è Dio...Ma per quel che ci riguarda potrebbe anche esserlo; in quanto, in base a come ce lo presentano, condiziona molto più direttamente le nostre vite di quanto non faccia il Padreterno.


Parliamo di Sua Maestà, o Santità (se preferite) il Mercato: questa divinità eterea, impersonale, che tutto muove e regola con la sua Invisible Hand. Questa mano pronta ad elargire ricchi doni a chi asseconda il suo volere, e implacabilmente decisa a punire chi non segue il suo Verbo.


Come ogni culto degno di tal nome, il Mercato ha i suoi luoghi di venerazione sacri, che per noi italiani è soprattutto la Borsa di Milano. Ed in quella sede, gli alti prelati ed interpreti del "mistero" del Mercato raccolgono il giudizio divino sui "terreni" affari.

venerdì 27 luglio 2012

Cura Monti: autolesionismo puro...

Uno dei perni su cui poggia il consenso ed il credito di Monti, insieme al suo Governo, è dato dalla loro natura di "tecnici". Il governo dei professori è stato indicato come l'ancora salvifica per la deriva della nostra dissestata economia.
Il professor Mario Monti incarnava la figura autorevole e competente che doveva sostituirsi alla politica degli incompetenti eletti (anzi, nominati) in Parlamento. Un gigante della scienza in mezzo ai nani della politica.


Non metto in dubbio lo "spread" di competenza tra Monti ed un Cicchitto qualsiasi; ma in verità si tratta di un confronto ingeneroso. Se invece mettiamo il super-Mario nazionale a confronto con un altro prof di economia, le cose allora assumono una luce diversa.

mercoledì 25 luglio 2012

Crisi? Aveva ragione mio nonno...


Rieccomi, I'm back. 
Che fine avevo fatto? Nessuna in particolare. Ho continuato a fare la solita vita, tranne che aggiornare il blog.  Perchè? Non lo so con precisione, mi è mancata la voglia; e, anche se adesso sto scrivendo, per la verità non è che mi sia particolarmente ritornata.

In questo mese non è che siano mancate le cose di cui parlare. L'economia continua ad affondare, lo Spread vola in alto come uno Shuttle e, per non farci mancare proprio niente, abbiamo aderito festanti al Fiscal Compact. Di quest'ultimo per la verità non è che si sia parlato un granchè. Ho fatto la prova con qualche amico, conoscente ed in famiglia: praticamente nessuno ha capito di cosa si tratti. E forse è meglio così...

O forse è proprio questo il problema.