Hanno fatto un certo effetto le recenti dichiarazioni di Mario Draghi sulle difficoltà che le famiglie e le Pmi incontrano nell’accesso al credito, concesso in molti paesi a tassi di interesse troppo alti.
Draghi ha definito le Pmi la spina dorsale dell’Eurozona, ricordando che tre quarti dell’occupazione viene da esse e che le loro difficoltà costituiscono un grave pericolo per tutta l’Eurozona.
Draghi ha elencato tre fattori alla base della stretta creditizia, affermando che la Bce ha operato per affrontarne uno, quello dell’immissione di liquidità nel sistema, ma rinviando ad altri attori gli altri due.
Il secondo elemento citato è la capitalizzazione degli istituti bancari, secondo Draghi sotto la responsabilità delle autorità nazionali di ogni Paese.
Il terzo è quello che ha suscitato, forse, più reazioni e cioè il fatto che le banche sono restie a concedere credito a famiglie e Pmi perché “sono spaventate dalla possibilità che i clienti non ripaghino i prestiti”.